Nell’ambito delle tradizionali giornate dedicate all’opera di Carlo Scarpa e alla sua conservazione, che si svolgono in Fondazione Querini Stampalia ogni anno il 28 novembre, a ricordo della scomparsa del grande architetto, è stata invitata la nota artista Candida Höfer ad esporre per la prima volta in Italia il suo lavoro fotografico sull’architettura di Carlo Scarpa.
Il restauro realizzato in Querini Stampalia e la Tomba Brion a San Vito d'altivole sono i soggetti.
L‘artista tedesca, che vive e lavora a Colonia, fin dagli anni Settanta ha scelto come soggetto delle sue opere fotografiche gli spazi e i luoghi, più concretamente spazi pubblici e interni. Sono quasi sempre immagini di luoghi culturali e istituzionali, luoghi impersonali e freddi di cui Candida Höfer rappresenta le architetture senza eliminarne la storia e conservandone l’aura del contesto temporale e culturale in cui sono nate.
E’ in questo modo e con questo sguardo che l’artista coglie gli spazi della Fondazione Querini, nel momento stesso in cui sono predisposti ad accogliere gente e un attimo prima di essere riempiti da un’abituale quotidianità e frequentazione. Nelle sue inquadrature spicca la totale assenza della figura umana, ma più che un’assenza è una “non presenza”.
I luoghi sembrano sospesi in un’attesa, pronti ad accogliere l’uomo, il reale attore di quegli spazi, il proprietario di quelle stanze, il fruitore di quei musei, il lettore di quei libri.
Immagini della mostra e testo di Chiara Bertola all’interno del volume “Carlo Scarpa. L’opera e la sua conservazione. VII.2004”, a cura di Maura Manzelle, Fondazione Archivio del moderno, Accademia di architettura, Mendrisio 2005.
Comunicato Stampa (60Kb)
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