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Premessa
Il fondo moderno a stampa, costituitosi a partire dal 1869, anno dellapertura al pubblico della Biblioteca, comprende circa 250.000 volumi e viene incrementato di circa 5.000 volumi allanno.
Lo sviluppo delle raccolte di una biblioteca è legato al ruolo che essa svolge e nel caso della Biblioteca della Fondazione Querini Stampalia si stratificano e coesistono una pluralità di funzioni.
Dotata di un interessante fondo storico, non è biblioteca di conservazione; assiduamente frequentata da studenti universitari, non è biblioteca universitaria; ricca di significativi fondi specialistici, non è biblioteca specializzata; riconosciuta biblioteca civica del centro storico, non è del tutto assimilabile a una biblioteca di pubblica lettura.
La politica delle acquisizioni praticata dalla Biblioteca tiene conto di questa complessità e cerca di rispondere alle esigenze che la sua tradizione, la sua storia e la sua mission attuale le richiedono.
Storia
Le linee guida che ispirano la formazione e lo sviluppo del fondo moderno sono riconducibili al testamento del fondatore (1868). In esso Giovanni Querini Stampalia indica come scopo principale della Fondazione "promuovere il culto dei buoni studj, e delle utili discipline", ponendo così le basi per la costituzione di un patrimonio documentario di carattere generale inteso a fornire ai lettori strumenti aggiornati di studio e di ricerca nei campi disciplinari sia umanistici sia tecnico-scientifici.
Nel corso di oltre 130 anni di vita della Fondazione questo orientamento subisce unevoluzione che dipende da fattori interni ed esterni.
Tra i primi vanno citate le ricorrenti difficoltà economiche della Fondazione e le diverse competenze e personalità dei Direttori succedutisi.
Tra i secondi, oltre al mutare delle condizioni sociali e culturali, ha avuto particolare rilevanza per lo sviluppo delle raccolte la funzione di integrazione e complementarietà che la Biblioteca assume per Statuto rispetto agli altri istituti di cultura presenti in città.
Costante è però in tutte le epoche il rispetto del mandato testamentario, sempre preservato nella sostanza ma attualizzato nelle forme.
Possiamo riconoscere una prima fase (1869-1904) in cui le difficoltà economiche obbligano prima i curatori e poi Leonardo Perosa (bibliotecario dal 1880 al 1904) a continui aggiustamenti delle risorse disponibili per la Biblioteca, al punto da arrivare persino a drastiche interruzioni nellacquisto dei periodici e delle opere in continuazione.
Nonostante ciò, anche in quegli anni entrano in Biblioteca opere come La Basilica di S. Marco di Ongania, La scienza e la pratica dellanatomia patologica del Sangalli, i Diarii di Marin Sanudo, lAtlas de la lune edito da Loewy e Puiseux e ledizione critica dei Rerum Italicarum scriptores di Muratori.
Nel complesso si può stimare che in questo periodo il patrimonio librario si sia accresciuto di circa 10.000 volumi e di qualche migliaio di opuscoli (pervenuti questi ultimi per la maggior parte attraverso donazioni) distribuiti in modo abbastanza equilibrato fra le varie discipline.
Nel 1905, in una situazione economica mutata, Arnaldo Segarizzi (bibliotecario fino al 1924) viene incaricato di riorganizzare la Biblioteca. In pochissimi anni provvede a colmare le lacune delle opere in continuazione, delle collezioni e dei periodici, organizza la sala di consultazione a scaffale aperto e intraprende una politica degli acquisti i cui criteri vengono esplicitati nelle sue Relazioni.
Osservando che le altre Biblioteche della città seguono prevalentemente lerudizione, le discipline storiche e letterarie, larte e le scienze pure, Segarizzi ritiene che la Querini Stampalia, che ad esse e soprattutto alla Marciana è complementare, debba occuparsi di altri studi importanti per Venezia, ossia "larte e le scienze applicate, specialmente lingegneria, il commercio, la stessa giurisprudenza", pur senza rinunciare allacquisizione di "buoni libri di cultura generale".
Entrano perciò in Biblioteca, accanto alle edizioni degli autori di letteratura classici e contemporanei e alle opere storiche e filosofiche, i volumi della Biblioteca delleconomista UTET, la collana di Studi economico-sociali contemporanei, lEnciclopedia giuridica italiana Vallardi e la manualistica tecnico-scientifica di Hoepli e di Barbèra.
Con Segarizzi la biblioteca familiare dei Querini, aperta ora anche agli studenti delle scuole superiori, si trasforma in "uno strumento vivo per la cultura cittadina" come ebbe a dire Manlio Dazzi, destinato a succedergli nel 1926.
La direzione di Dazzi, dal 1926 al 1957, si svolge tra la stagnazione del ventennio e il grande fervore culturale del dopoguerra.
Durante il regime la Biblioteca rimane un punto di incontro di intellettuali e di uomini liberi; anche dopo il 1938 le schede degli autori ebrei restano a catalogo e in quello stesso anno viene acquisito il fondo di letteratura straniera di Aldo Camerino, giornalista e scrittore perseguitato dalle leggi razziali.
Nel dopoguerra la Biblioteca si connota sempre di più come luogo di formazione della classe dirigente veneziana e, come ha detto Gianfranco Folena, diventa "per suo [di Dazzi ndr] merito precipuo un centro vivacissimo di cultura letteraria, artistica e civile".
Dazzi applica alla Querini Stampalia, come già alla Malatestiana di Cesena, alcune tecniche della biblioteconomia moderna fra cui la rilevazione di dati statistici relativi alle acquisizioni bibliografiche. In particolare introduce luso di un sistema di classificazione basato sulla ripartizione dei volumi acquisiti in 18 gruppi di materie che consente di comprendere la distribuzione della spesa nelle diverse aree disciplinari.
Fine letterato e poeta, egli cura lincremento del fondo moderno privilegiando le discipline umanistiche e in particolar modo la letteratura, specialmente quella straniera, senza però trascurare del tutto le materie scientifiche.
Durante la direzione di Giuseppe Mazzariol (1958-1974) viene mantenuto e accresciuto il ruolo della Biblioteca quale punto dincontro della cultura laica. Mazzariol, critico e professore di storia dellarte, è un infaticabile animatore della vita culturale veneziana. Il fitto programma di manifestazioni culturali che egli organizza diventa occasione per lo studio e il dibattito sui temi più rilevanti per la vita della città e ha profondi riflessi sullaccrescimento delle raccolte librarie; vengono così acquisiti materiali che testimoniano una costante attenzione alle proposte più avanzate della cultura contemporanea.
In questi anni la Biblioteca diventa per gli studenti universitari, che in numero sempre maggiore utilizzano le sale di lettura, un insostituibile strumento di lavoro. In particolare viene curato lacquisto di pubblicazioni relative alle Arti che vanno a costituire un importante fondo specialistico in continua crescita.
Negli ultimi trentanni lo sviluppo del patrimonio bibliografico si mantiene nel solco della continuità e si lega ad alcuni passaggi fondamentali nella vita della Biblioteca.
- Dal 1982 una apposita convenzione con il Comune di Venezia riconosce formalmente alla Querini Stampalia quella funzione di biblioteca civica del centro storico che già ricopriva nei fatti. A ciò si ricollegano il mantenimento e lo sviluppo di una sezione pluridisciplinare di materia veneta, lacquisizione di opere di letteratura contemporanea e la presenza, a scaffale aperto, di strumenti di consultazione in grado di rispondere a esigenze informative di medio livello.
- Nel 1987 la riorganizzazione del servizio di consultazione a scaffale aperto richiede lacquisto di numerose pubblicazioni a integrazione e completamento di quanto già posseduto. Da allora lo scaffale aperto viene continuamente aggiornato ed accresciuto con particolare attenzione alle sezioni di Arte, Letteratura, Diritto, Linguistica e Dizionari. Da segnalare nello specifico la presenza di repertori generali e specialistici italiani e stranieri come il Dizionario biografico degli italiani, le Enciclopedie Treccani, lIllustrated Bartsch, The Encyclopaedia of religion diretta da Mircea Eliade, lEncyclopédie de lIslam, il Dictionary of art, lAllgemeines Kunstlerlexikon, il Lexikon des Mittelalters, lEnciclopedia giuridica della Treccani e i quattro Digesti Utet.
- Nel 1998 la Regione del Veneto istituisce presso la Fondazione la Biblioteca regionale specializzata in materia di archivi e biblioteche; si viene così a costituire un fondo specialistico di biblioteconomia e discipline connesse che la Biblioteca seguita a implementare con lacquisto di repertori, periodici e monografie.
La catalogazione dei fondi antichi attualmente in corso ha richiesto inoltre di dotarsi di repertori specifici a supporto di questa attività quali gli Short title catalogues del British Museum, Les marques typographiques parisiennes di Renouard e gli annali della tipografia di Ginevra e Basilea.
- La percezione della Biblioteca come luogo di studio e di incontro, un ambiente accogliente, come già voleva il fondatore, quasi una "stanza in più" della propria casa, ha creato nella comunità un sentimento di benevolenza e fiducia che ha indotto molti studiosi a donare alla Biblioteca le proprie opere e in molti casi le proprie biblioteche private.
Si possono qui citare solo alcuni dei fondi donati recentemente allistituto, per una descrizione più estesa dei quali si rinvia alla sezione Fondi vari: il fondo Cattani di filatelia e storia postale, il fondo Rossi di lingue e letterature classiche, il fondo Treves di filologia classica e storia, il fondo Virotta di diritto e procedura penale e il fondo Sarfatti di arte e letteratura.
Oggi la politica delle acquisizioni tiene conto della pluralità di funzioni della Biblioteca, delle esigenze di un pubblico eterogeneo di lettori e della stratificazione cronologica delle collezioni.
I 100.000 volumi mediamente consultati ogni anno testimoniano di un buon livello di circolazione del patrimonio documentario della Biblioteca, che può essere definita, con le parole di Giorgio Busetto, direttore dal 1984 al 2004, una "biblioteca generalista per specialisti".
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Deposito librario
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Rerum Italicarum scriptores Città di Castello, Lapi;
Bologna, Zanichelli, 1900-1975
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