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Nuovi percorsi: chiavi di lettura per i beni culturali

I beni culturali sono un patrimonio per tutta la società; devono essere divulgati, e soprattutto devono essere un'esperienza conoscitiva per colui che ne fruisce.

Ma quali sono le chiavi di lettura per leggere il bene culturale?
Come si comunica ai diversi utenti il valore del patrimonio culturale?
Quali sono i linguaggi mirati per chi non è specialista?
La biblioteca e il museo hanno tra i loro compiti anche quello di educare; in che modo si devono relazionare con il mondo della scuola?
Come può un'istituzione come la Querini Stampalia diventare uno strumento per la crescita di coloro che la visitano e partecipano alle sue attività?
Come far partecipare alla vita dell'istituzione anche quei pubblici che hanno delle difficoltà a venire a palazzo?

Queste sono alcune delle domande che la Fondazione Querini Stampalia, come ogni istituzione culturale, si è posta con l'intenzione di fornire una serie di strumenti e servizi per la lettura dei beni culturali.

Museo, biblioteca e attività culturali possono essere gli ambienti di un viaggio, un'avventura dei sensi e della mente del visitatore, ma a questi bisogna fornire gli strumenti, sorta di bussole e piantine per esplorare mondi nuovi e rinnovate prospettive.

Dal 1996 ad oggi sono stati intessuti una serie di contatti con istituzioni e associazioni per capire le esigenze di tutti i tipi di pubblico, dal turista curioso, ai portatori di handicap, ai bambini, agli insegnanti, alle famiglie e, ultimi solo in ordine di tempo, agli anziani.
Alcune attività sono progettate e organizzate all'interno, altre sono collaborazioni istituite con altri soggetti, altre ancora sono suggerite dall'esterno e acquisite dalla Fondazione per il loro importante valore educativo.
Il coinvolgimento di un gran numero di soggetti garantisce una proposta vasta e articolata.



Ogni "oggetto" sia esso pure d'arte, resta esterno e, quindi, estraneo all'uomo se lasciato a se stesso, chiuso in una sua presunta compitezza. Nato dall'artista che è uomo, è destinato per fruizione all'uomo...
Germano Pattaro (1979)



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