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maggio 2010
Gli Istituti dell’AICI (Associazione delle Istituzioni di Cultura Italiane) prendono atto che il Decreto Legge sulla manovra economica e finanziaria stralcia la lista dei 232 enti per i quali era prevista la cessazione dei contributi da parte dello Stato (art. 7 comma 22), rinviando all’esame del Ministero competente per le riduzioni comunque previste.
Gli enti ammessi al contributo annuale dello Stato attraverso la vigente Tabella triennale del Mibac sono 121 e non tutti compaiono fra i 232 enti elencati nel provvedimento della manovra economica in corso.
L’Aici ribadisce che gli enti che beneficiano del suddetto contributo devono possedere i requisiti stabiliti dalla legge 534/1996: essere dotati di patrimoni culturali di interesse storico, garantire l’apertura al pubblico e la valorizzazione attraverso reti nazionali e internazionali, svolgere attività di ricerca scientifica, di formazione e di divulgazione, promuovere pubblicazioni.
Gli Istituti, consapevoli della necessità di affrontare le difficoltà che il Paese vive, assicurano il proprio contributo, proseguendo nell’impegno di ottimizzazione delle risorse disponibili in una logica virtuosa di partenariato pubblico privato, nel rispetto rigoroso dei criteri di valutazione già presenti nella legge stessa.
Gli Istituti, che hanno sempre operato garantendo le eccellenze grazie ad una attività scientifica documentata, bilanci rigorosi e trasparenti e una gestione efficace ed efficiente delle risorse pubbliche e private, chiedono che venga garantita e rispettata la loro immagine a livello nazionale e internazionale.
Ci si aspetta dal Governo una decisione che, in base ai parametri previsti dalla legge 534, valorizzi gli Istituti di effettiva qualità condotti con efficienza e trasparenza senza possibili confusioni con quanti non meritano sostegno perché privi di tali requisiti.
Sarebbe inaccettabile fare di ogni erba un fascio punendo realtà virtuose oppure operando scelte discrezionali ed arbitrarie.
Roma, 31 maggio 2010
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