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L'arredo delle sale del museo della Fondazione racconta l'avvincente storia di un'antica casata veneziana, quella dei Querini Stampalia di Santa Maria Formosa.
La camera da letto
La decorazione ad affresco e stucco in stile neoclassico della camera da letto di Alvise Querini risale al 1790.
L'arredo comprende otto poltroncine da camera e una coppia di mobili da corredo dalle forme arcuate e bombate, caratteristiche dell'ebanisteria rococò della seconda metà del Settecento, in lacca color verde chiaro con decorazione floreale policroma. Il letto e i due comodini, dagli stessi colori e motivi ornamentali, commissionati per Alvise alla fine del secolo, sono di stile neoclassico. Una consolle del 1780 circa in legno laccato azzurro con piano in marmo scolpita e intagliata a motivi vegetali policromi e medaglioni con teste virili e una specchiera in vetro di Murano della prima metà del XVIII secolo completano l'arredo della raffinata stanza nuziale.
Salotto verde
L'ambiente conservato pressoché intatto, è arredato con divani, sedie e poltroncine disposti a tappezzeria attorno alle pareti. I mobili sono, secondo l'uso veneziano, in legno laccato verde oliva decorati a mazzetti di fiori policromi e dorati, le tappezzerie in seta a fiorami. Alle pareti due consolle con alte specchiere databili al 1780 circa dal gusto classicheggiante e austeri ritratti ammantati di toghe rosse, a testimoniare le grandezze del casato.
Salotto "alla pompeiana"
Il salotto neoclassico in legno laccato nero con raffigurazioni di amorini danzanti e musicanti dipinti a finto intarsio color noce è attribuito all'architetto veneziano Giuseppe Jappelli e datato al 1830 circa.
Composto da un divano a foggia di gondola, un tavolo con piano in radica e incastri di madreperla, dieci sedie, due vetrinette da porcellane e un rivestimento da caminetto, era di proprietà di Caterina Querini Stampalia, che lo lasciò al fratello Giovanni, suo erede universale.
Aderenti ai canoni del "revival" dell'antichità, questi mobili rivelano riferimenti con l'arredo originale di una sala del Caffè Pedrocchi di Padova ideato tra il 1826 e il 1831 dallo stesso Jappelli.
Consolle
Consolle con piano in scagliola Carpi databile alla seconda metà del XVII secolo decorato in bianco su fondo nero centrato da una scena bucolica. Il tavolo di epoca posteriore in noce, con fascia centinata a volute, presenta quattro gambe arcuate e crociera sottostante.
Lampadario a ciocca
Sontuoso lampadario "Rezzonico" in vetro di Murano dalla ricca festosità policroma e fiorita, che riprende la tipologia dei lampadari della bottega di Giuseppe Lorenzo Briati.
E' composto da una struttura metallica rivestita di vetro soffiato e da un ricco apparato decorativo di fiori e foglie in vetro incolore e colorato.
Ribalta con alzata
Dalla forma lineare, questo mobile veneziano degli inizi del secolo XVIII in legno impiallacciato in radica di noce di eleganza rilevante e di contenute misure, s'ispira alle forme dello stile Queen Anne.
Un altro trumeau, raffinato mobile veneziano della prima metà del XVIII secolo in legno di noce e radica di noce è composto di due corpi separati da elementi dorati e torniti a forma di cipolla e impreziosito da graziose rifiniture dorate, che accendono la patina del bureau-trumeau.
Coppia di comodini
Fanno pendant con il trumeau una coppia di comodini impiallacciati in radica di noce dalla fronte e dai fianchi mossi, di linea serpentina, piano sagomato e gambe anteriori incurvate, terminanti a ricciolo.
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