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Il 3 agosto del 1849 col saccheggio di Palazzo Querini Stampalia furono rubate non solo le monete d'oro ma anche i rari numismatici della collezione di famiglia conservata nell'appartamento del conte Giovanni, come testimoniato da Niccolò Tommaseo che vi legge una estrazione sociale elevata di alcuni dei saccheggiatori.
Era normale nella vita delle raccolte familiari della nobiltà veneziana fare posto ad una collezione numismatica, di vocazione prevalentemente, anche se non esclusivamente, classica.
Nella storia della famiglia Querini Stampalia è stato soprattutto Gerolamo a fine Settecento inizio Ottocento ad occuparsene, come testimoniato da alcuni manoscritti catalografici di suo pugno.
Anche il nipote Giovanni dovette però averne cura, tant'è che a lui si rivolge Andrea Mustoxidi che attendendo a studi su Corfù, gli veniva chiedendo di esaminare le monete.
La consistenza attuale è di 2616 pezzi complessivamente di cui 870 monete greche e romane, 141 monete veneziane, 429 monete e medaglie moderne italiane e straniere.
Tra le medaglie si segnala l'osella della dogaressa Elisabetta Querini Valier.
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per ingrandire
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Giovanni Francesco Neidinger, Osella della dogaressa Querini-Valier, 1694.
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