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Restauri


Restauro della sala mitologica

Relazione sul restauro 2003

Il soffitto della stanza si presentava completamente ridipinto con un intonaco di colore grigio verdastro che alterava la cromia degli stucchi e dei dipinti monocromi.
Al centro del soffitto la specchiatura, anch’essa conforme alla tonalità predominante nell’abitazione, presentava lungo il bordo minute decorazioni di gusto novecentesco.

Già i primi saggi di pulitura, eseguiti sulle campiture a stucco, hanno messo in luce, al di sotto delle ridipinture, un bel marmorino di colore rosa intenso, molto ben conservato.
Gli stessi campioni di pulitura, realizzati sul medaglione centrale, hanno evidenziato un intonaco di calce e sabbia di recente fattura, al di sotto del quale sono state rinvenute, nella zona centrale, tracce di affresco che continuando l’indagine, sono sfortunatamente risultate essere solo dei modesti lacerti di un originale perduto, precedentemente demolito.
Lungo il bordo del medaglione, la rimozione dell’intonaco di calce e sabbia, ha fatto affiorare dei frammenti di marmorino bianco, che lasciano pensare all’esistenza di una originaria cornice.

Il restauro del soffitto della sala è iniziato con la pulitura dell’intera superficie mediante impacchi di carbonato d’ammonio supportato da sepiolite e rimossi, dopo circa un’ora di applicazione, con spatole, spugne, spazzolini, bisturi e ferri da dentista, che consentono di frugare tra gli interstizi degli stucchi. Nel caso dei monocromi è stata eseguita una pulitura più rapida, a spazzolino e spugna, per salvaguardare la lumeggiatura delle figurazioni.

Avendo l'esigenza di inserire i cavi per l'impianto elettrico del lampadario, è stato rimosso il rosone a marmorino situato nel mezzo del medaglione centrale, è stato aperto un vano circolare di circa 50 cm. di diametro, attraverso il quale è possibile osservare la struttura lignea del soffitto, la quale è apparsa in buone condizioni e presentava una decorazione a cornici lineari su fondo bruno.

Conclusa la pulitura si è proceduto al consolidamento del soffitto la cui struttura è lesionata e pericolante, soprattutto per quanto riguardava la porzione dello stesso prossima al canale. Il consolidamento dell’intera superficie, compreso l’intonaco superstite del medaglione centrale, è stato realizzato iniettando una miscela di calce idraulica Lafarge e resina acrilica Primal AC 33 dall’apertura creatasi con la rimozione del rosone a marmorino e eseguendo, lungo tutto il perimetro del soffitto, iniezioni di una miscela specifica per stacchi profondi: PLM-M della C.T.S.
Tutte le rondelle contenitive in plexiglas, e quelle più antiche in rame, sono state rimosse e sostituite da 28 rondelle in acciaio, avvitate alla travatura e inserite a scomparsa sotto lo strato di intonachino.

L'integrazione degli stucchi e dei marmorini è stata realizzata con polvere di marmo e grassello di calce pigmentati con terre naturali ed eseguita in opera a mano libera. Mentre l’integrazione dei monocromi è stata realizzata con una malta di sabbia e calce.
Le stuccature e le ricostruzioni sono state poi integrate pittoricamente ad acquerello con la tecnica del rigatino, a selezione cromatica.

Sulla cornice perimetrale le patere parzialmente rotte o mancanti sono state integrate e sostituite con nuovi elementi in gesso realizzati a stampo, utilizzando una matrice in resina siliconica.

Sul rosone centrale, precedentemente rimosso, è stato inserito il gancio per il lampadario, quindi lo stesso è stato ricollocato nella propria sede, adagiato sopra un sottofondo in cocciopesto steso su un supporto di cantinelle e una struttura in arelle ricostruita con nervometal.

Infine è stato ricreato il medaglione centrale ricostruendo l’arriccio, livellando l’intonaco con calce e sabbia e stendendo un intonachino pigmentato di blu, poi reso più intenso con ripetute stesure di colore ad acquerello applicato a velatura e a spugnatura, per renderne movimentata e vibrante la superficie.

Per approfondimenti:



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