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Restauri


Restauro della sala da pranzo

Relazione sul restauro 2003

La diffusa alterazione cromatica delle decorazioni della stanza era da attribuire ad un insieme di fattori di degrado: uno spesso strato di deposito di polveri, infiltrazione di acqua piovana dai fori finestra, fenomeni di cristallizzazione dei sali solubili con efflorescenze avevano causato distacchi di alcuni elementi decorativi in stucco; al naturale processo di degrado dovuto ai suddetti particolari fattori naturali, si aggiungevano alcune alterazioni apportate da trattamenti applicati in precedenti interventi, i quali avevano reso ingiallita e macchiata la superficie dei marmorini e degli stucchi.
Inoltre si individuano delle ridipinture a tempera su alcuni rifacimenti in gesso, eseguiti ad imitazione dell’originario, su porzioni di soffitto perduto a causa di un crollo.
Il restauro ha inizio con la pulitura del soffitto, quindi dopo aver eseguito su alcuni punti alcune campionature preliminari, per individuare la tecnica più appropriata da applicare per arrivare ad un risultato ottimale di pulitura, si è arrivati alla determinazione di procedere con impacchi di carbonato d’ammonio supportati da sepiolite, della durata di 30 minuti circa e rimossi meccanicamente con spazzole, spugne e spazzolini.
La pulitura delle superfici ricostruite in gesso e di altri fregi realizzati sempre in gesso, è stata lenta e difficoltosa avendo dovuto escludere l’utilizzo dell’acqua; anche la rimozione delle spesse ridipinture è stata eseguita a bisturi, per cui è stato necessario procedere con particolare attenzione a causa dei tanti minuti dettagli dei fregi.
Conclusa la pulitura si è passati al consolidamento di alcuni particolari parzialmente staccati o mobili; consolidamento eseguito tramite inizioni di calce idraulica e resina acrilica Acril 33. Tale operazione, non era stata prevista in fase progettuale, dal momento che un intervento di consolidamento era stato da poco realizzato.
Terminato il consolidamento, le fessurazioni e le mancanze del marmorino sono state stuccate con una malta di polvere di marmo e grassello di calce, mentre quelle dei rifacimenti in gesso con altrettanto gesso alabastro; quindi le ricostruzioni in gesso sono state livellate e lisciate con carta abrasiva per potere essere colorate; e infine le stuccature sono state integrate pittoricamente ad acquerello con la tecnica del rigatino.
La stanza è abbellita da un medaglione centrale e da due lunette affrescate. Sfortunatamente, l’affresco inserito in una delle due lunette è andato perso durante un crollo parziale del soffitto.
Gli affreschi sono stati dapprima alleggeriti dalle scure ridipinture situate in prossimità delle stuccature; la loro pulitura è stata realizzata con pennello morbido inumidito di soluzione basica di carbonato di ammonio al 10% in acqua, poi sciacquato con spugne. Dopo avere rimosso le vecchie stuccature oramai degradate, si è proceduto alla chiusura delle fessurazioni e delle lacune con una malta di grassello di calce e sabbia, frattazzata in modo da ottenere una superficie ruvida simile a quella originaria. In particolare, nell’affresco del madaglione centrale, è stato chiuso il foro aperto per l’inserimento di un lampadario centrale. Lo stesso è stato sostituito da due lampadari minori, per fissare i quali sono stati ripristinati i due ganci originali situati ai lati del medaglione. Infine le stuccature e le mancanze di colore sono state integrate pittoricamente ad acquerello con la tecnica del rigatino, per accordare il nuovo al vecchio.
L’intonaco grezzo di colore grigiastro che sostituisce l’affresco caduto, all’interno della lunetta ricostruita dopo il crollo del soffitto, è stato lavato con una spugna e con dell’acqua, poi è stato stuccato e infine colorato con velature ad acquerello, in modo da uniformarne la tonalità a quella delle altre due superfici affrescate.
Gli specchi in marmorino che si sviluppano verticalmente agli angoli delle pareti sono stati puliti con impacchi di carbonato d’ammonio, rimossi con spatole, spazzolini e ferri da dentisti, il tempo di applicazione è stato lo stesso del soffitto.
Sono state ricostruite in gesso alabastro alcune parti mancanti: un fiore e parte di una cornice a torciglione; questi nuovi elementi sono stati realizzati a stampo, utilizzando una matrice in resina siliconica.
Una candelabra, sulla zona d’angolo della parete di fronte alle finestre, si presentava particolarmente dissestato: parte della superficie a marmorino appariva sollevata dall’arricio ed alcuni elementi decorativi erano caduti. È stata messa in sicurezza la superficie pericolate velinandola, quindi si è potuto fare riaderire il marmorino sollevato, ricollocare i frammenti caduti e raccordare le mancanze con polvere di marmo e grassello di calce pigmentati con terre naturali.
Rimossa l’impalcatura si è proceduto alla pulitura del basamento; per eseguire una pulitura uniforme è stato necessario ripetere gli impacchi più volte su alcuni specchi.
Dalla pulitura delle pareti è emerso che la scansione delle specchiature con le candelabre è originaria, ma i bordi lungo il perimetro degli specchi erano stati aperti per poter inserire le attuali cornici in gesso; inoltre, sempre nella stessa epoca, la superficie decorata era stata interrotta per far posto al camino e allo specchio.
All’intero delle specchiature in marmorino sono disposte 43 mensole: 31 piccole, 5 grandi e 7 medie. Di queste, 3 sono di legno e le restanti in marmorino con l’inserzione.
Tra le mensole in legno, una è più antica, decorata a pastiglia e a foglia d’oro.
Il contorno di alcune delle mensole in marmorino è segnato con delle incisioni realizzate sulla superficie quando questa era ancora fresca, e ciò lascia pensare che le mensole siano contemporanee alla realizzazione degli specchi; ai bordi di altre, invece, sono visibili dei segni in matita di riferimento che fanno pensare ad un inserimento postumo.
Dopo avere rimosso una delle mensole, per prova, e per verificare l’aggrappaggio, si è verificato che tale operazione comportava la rottura della stessa, per cui è stato deciso di mantenere le mensole in situ. La mensola rimossa è stata ricollocata nella sua sede, quindi si è proceduto alla pulitura delle stesse con l’utilizzo di decapante per sostanze oleose. Dopo la pulitura le mensole appaiono bianche con il fogliame giallo, che è stato rinforzato con delle leggerissime velature ad acquerello.

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