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Sculture

La scultura alla fondazione Querini Stampalia

Nel complesso delle collezioni queriniane anche la scultura compare con alcuni pezzi di grande qualità.
Tra questi assumono particolare evidenza il gruppo dei cosiddetti Sette bravi di Orazio Marinali, il bozzetto di Letizia Bonaparte di Antonio Canova e la Testa di bambino di Medardo Rosso.

Il gruppo dei bravi è opera insigne nel panorama della scultura veneziana a cavallo tra barocco e rococò, tanto da aver richiamato addirittura il Bernini. Riconosciuti al periodo maturo dell'attività del Marinali, per il peculiare naturalismo caricaturale, i ritratti virili presentano l'individualità dei singoli volti con un'attenta traduzione plastica dei tipi psicologici.

Nel portego del museo a questo gruppo scultoreo è stato affiancato il busto del cardinale Angelo Maria Querini, opera probabile di Giacomo Cassetti, sempre in marmo di Carrara, con la conseguente creazione della leggenda dei bravi del vescovo di Brescia.

La realizzazione del gruppo, invece, trae origine dalle famigerate guardie di Francesco Querini, usate da questi per accrescere proprietà e ricchezze senza alcuno scrupolo. I committenti furono con ogni probabilità i figli Gerolamo e Polo quando la famiglia, grazie al matrimonio di Elisabetta Querini con il futuro doge Silvestro Valier di Bertucci e l'acquisto delle procuratie straordinarie, era entrata a vele spiegate nel più ristretto gruppo dell'oligarchia veneziana.

 Foto di sculturaRagguardevole è anche il bozzetto in creta di Letizia Bonaparte (nella foto a sinistra), del 1805, regalato a Giovanni Querini dal fratellastro di Canova, come si legge in una lettera datata 24 febbraio 1857. Le realizzazioni in creta canoviane erano la prima traduzione plastica dei disegni e il bozzetto queriniano è tra i più integri e suggestivi.



Vanno inoltre rammentate le sculture acquisite alla raccolta dopo la nascita della Fondazione, come i busti di Alvise Querini e Maria Teresa Lippomano, genitori del fondatore, il primo opera di Antonio Dal Zotto, il secondo opera di Giuseppe Soranzo; quello stesso di Giovanni Querini Stampalia; il gruppo del Paolo Sarpi soccorso dal N.H. Malipiero, di Luigi Minisini, ora in deposito all'Istituto Tecnico Paolo Sarpi di Venezia; la cera Testa di Bambino di Medardo Rosso, acquistato nel 1947; il gesso La bagnante di Alberto Viani.

 Foto di due bravi

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Due Bravi
Nel portego del museo due busti di Orazio Marinali.

 Opera di Orazio Marinali

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Orazio Marinali, Bravo, marmo carrarese con zoccolo in broccatello di Verona

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