JACOPO PALMA IL VECCHIO
(Serinalta-Bergamo 1480 c. Venezia 1528)

RITRATTO DI
FRANCESCO QUERINI - 1527-28
Olio su tavola, cm. 85x73,5

Tradizionalmente attribuita ad un anonimo pittore fiammingo e in seguito passata allo Schiavone , l'opera è stata ascritta al Palma a partire dall'Inventario del 1844. Il ritratto fu commesso, insieme a quello di Paola da Francesco di Zuanne di Nicolò Querini Stampalia per le sue nozze con Paola Priuli di Zan Francesco, ma rimase incompiuto alla morte del pittore (30 luglio 1528).

Le nozze furono celebrate il 28 aprile 1528, tuttavia questa data non costituisce un valido terminus post quem per l'inizio dei due ritratti che si usava scambiarsi fin dall'epoca del fidanzamento. La tavola, insieme al ritratto di Paola che porta il numero 30, reca scritto in gesso il numero 31. Il dipinto compare anche nell'inventario dei beni del Palma stilato dopo la sua morte (1528) al numero [41].

E' quindi assai probabile, come suggerisce il Mariacher (1968), che entrambe le opere siano state acquistate dagli effigiati subito dopo la morte del Palma. Compiuto solo in parte, come il ritratto della sposa, le mani sono solo abbozzate, esso rivela tutto il procedimento della pittura del Palma fatto di successive velature di colore sopra la campitura larga e distesa del colore di base, e risponde, d'altra parte involontariamente alla sensibilità moderna propensa alle suggestioni del "non finito".

Il modello a cui guarda il Palma in queste ultime opere è Tiziano di cui sa cogliere nel ritratto la dote introspettiva e il risalto formale del particolare analizzato dal vero.